I test di valutazione delle capacità condizionali.
Leggendo un recente articolo di Emanuele Aquilani (allenatore articolista di una nota rivista elettronica e autore di alcuni libri, che stimo per la competenza e la passione che mette in evidenza negli articoli che scrive), ho fatto alcune riflessioni riguardo la valutazione delle capacità condizionali di un calciatore.
Sicuramente è molto importante riuscire a controllare l'evoluzione o l'involuzione di un calciatore delle varie capacità durante l'arco dell'anno o di più annate calcistiche. Di test da poter far fare ce ne ne sono tantissimi, più o meno complessi che hanno bisogno di attrezzature specializzate oppure di una semplice rotella metrica e di un cronometro. Quello che mi chiedo però è se nei dilettanti di basso livello come prima, seconda, terza categoria ci danno informazioni attendibili, oppure sono talmente condizionati da elementi esterni al calcio e dovuti alla vita lavorativa e privata del calciatore da risultare totalmente sballati? Chi dice che il risultato negativo di un momento sia dovuto alla scarsa forma oppure alla fatica accumulata in una giornata di lavoro o magari alla condizione psicologica negativa dovuta a problemi in ambito affettivo?
Altri problemi ci sono in ambito giovanile, dove la crescita fisica di un ragazzo condiziona significativamente il risultato, magari esistono degli algoritmi in cui i rapporti tra aumento di peso, aumento di volume muscolare, aumento di altezza, rapportati all'incremento delle prestazioni ci restituisce un dato da poter analizzare, però scendiamo troppo nel tecnico e c'è bisogno di personale altamente specializzato e molto spesso non disponibile nelle piccole società. E non ho tenuto conto dei cambiamenti emotivi, psicologici, motivazionali che avvengono nell'età della crescita.
Credo che un po' più indicativi (ci danno comunque indicazioni di diverso tipo), siano i test tecnici (nonostante il fatto che anche questi possono essere influenzati da agenti esterni) di cui lo stesso Aquilani scrisse un articolo, sempre per la stessa rivista, nel 2004. Il test del palleggio, ad esempio, è piuttosto raffrontabile nel tempo, si tratta di vedere quanti palleggi riesce a fare un calciatore rimanendo all'interno di uno spazio delimitato (solo dx, solo sx, 1dx e 1 sx..... e ce ne sono molti altri.) . Alcuni artisti circenzi riescono a palleggiare in maniera mirabile non sapendo però giocare a calcio.
Teniamo sempre presente, comunque, che un allenatore valuta un suo calciatore indipendentemente dai tests tecnici, fisici e altro, un allenatore valuta un suo calciatore in base a fattori spesso incomprensibili a chi vive dall'esterno una squadra di calcio, spesso si tratta solo di sensazioni, di fiducia. Non so se Ancelotti faccia giocare Kaka, Nesta o Pirlo in base ai tests di Milanlab.
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