Il mio calcio




17dic/081

Natale: tempo di valutazioni e di riflessioni

Arrivati a questo punto dell'annata calcistica solitamente si fanno delle analisi per valutare il lavoro fatto. Si lo so, magari qualcuno le ha già fatte, ma dipende dal tipo di lavoro lavoro che è stato impostato ad inizio anno, ed in quanti macrocicli è stata divisa la stagione.

Ok parlo della mia esperienza di quest'anno.

Avendoci un gruppo di ragazzi altamente disomogeneo, diviso per lo più in due tronconi, ho cercato di portare chi non aveva mai giocato o giocato pochissimo ad avere almeno un'infarinatura di quello che avrebbero dovuto sapere a 13/14 anni. Compito alquanto improbabile a dispetto di chi ti dice che "tutti i ragazzi giocano a pallone e le differenze non dovrebbero essere così evidenti"..... faccio sempre l'esempio di prendere un ragazzo che non è mai andato a scuola e farlo iniziare dalla 4^/5^ elementare.

Ho combattuto molto con la vocina che mi diceva di proseguire con i più preparati e di trascinarci dietro il resto ma siccome è un gioco e tutti devono giocare e ho voluto far partecipare tutti, anche perchè non è stato possibile (ammetto che ci ho provato) far fare alcune esercitazioni, e riportarle in partita, ai più "deboli" ovvero c'era il tentativo, ma con tempi sbagliati velocità non adeguata con risultati disastrosi e frustranti per tutti.

Ho deciso di concentrarmi quindi sulla tecnica di base ed applicata pretendendo da ognuno risultati individuali, è venuta a mancare quindi la competizione, elemento fondamentale per ragazzi di quest'età, con il risultato quindi che dopo poco, soprattutto nelle esercitazioni di gruppo, alcuni si annoiavano ed altri si frustravano, sicuramente meglio nelle esesrcitazioni a 2/3/4 giocatori dove giocatori erano in gruppi di pari livello quindi l'impegno e l'attenzione erano più marcati.

Per quanto riguarda la tattica di reparto e collettiva abbiamo fatto solo degli accenni soprattutto per focalizzare le distanze da tenere in fase di non possesso e per cercare la migliore posizione per ricevere ed aiutare il possessore in fase di possesso.

I "problemi" più evidenti si sono avuti in partita, dove i "deboli" ed i "forti" si confrontano con un altro gruppo di ragazzi e le differenze si fanno sentire pesantemente. Di positivo, ed ho imparato molto in questo senso, c'è che per i ragazzi l'importante è giocare e divertirsi, il risultato viene dopo. Quello che ho trovato più difficoltoso è mantenere alta la concentrazione e la voglia di "combattere" e "lottare" su ogni pallone, quindi una caratteristica psicologica che si riflette di conseguenza sulle qualità tecnico/tattiche.

Secondo me in questi casi la cosa migliore è non sottolineare gli errori ma fargli notare tranquillamente come a dire ".... magari se accompagnavi ivece di intervenire non ti saltava così semplicemente.... la prossima volta proviamo e vediamo cosa succede...." condividiamo degli errori anche se abbiamo provato e riprovato questa situazione.

In conclusione quindi, nonostante tutte le difficoltà ho notato progressi evidenti soprattutto nei nuovi ragazzi mentre si sono esaltate alcune qualità che non avevo notato prima in altri, in alcuni invece i piccoli difetti, che venivano coperti negli anni precedenti da un gruppo forte, si sono evidenziati con tutte le conseguenze psicologiche che comporta una consapevolezza che prima non c'era. Comunque a questo punto possiamo lavorare individualmente partendo da una consapevolezza diversa da quella di inizio anno.

Commenti (1) Trackback (0)
  1. Ciao Stefano,
    condivido le tue considerazioni e complimenti per l’iniziativa internet.
    Cordiali saluti,
    Marco Mirisola
    Fondatore e Direttore di http://www.ancheiopossoallenare.com/contenuti


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