Il mio calcio




7feb/110

La partita: come fare un’analisi serena.


Mi interrogavo sul significato da dare alla partita in un torneo giovanile, questo perchè vedo troppo spesso scene di vere e proprie "tragedie", dirigenti e allenatori che passeggiano nervosamente avanti e indietro davanti alla porta degli spogliatoi, facce stralunate e la spasmodica ricerca del colpevole della sconfitta e la maggior parte delle volte la colpa ricade.... provate ad indovinare su chi!!!!!
La partita credo che debba essere la verifica del lavoro fatto fino ad oggi, credo che semplicemente facendoci delle domande potremmo vivere questo evento con più serenità e gioia, la gioia di veder competere i nostri ragazzi, quelli a cui insegniamo (o almeno ci proviamo) a giocare a pallone, noi dobbiamo dare gli strumenti per risolvere le situazioni che gli si presentano in partita e se pensiamo di farlo competentemente dobbiamo preoccuparci se il risultato (non il punteggio) non si vede di quali sono stati i nostri errori.
La domanda più importante quindi è:

Ho allenato a sufficienza tutte le situazioni che si possono presentare in partita?


Naturalmente la parola "tutte" è un po' troppo presuntuosa ma la mia intenzione è quella di individuare le situazioni che riguardano specificatamente la categoria che alleniamo. Prendiamo ad esempio la categoria "giovanissimi", chiediamoci se abbiamo fatto sufficienti esercitazioni tecniche (sia di base che applicata): passaggio (da fermo, in movimento, in velocità, di prima.....), controllo orientato (da fermo, in movimento, in velocità, in spazi limitati, frontale, laterale, posteriore, di interno ad aprire, di interno a chiudere........), e poi il tempo di intervento con la conoscenza delle traiettorie....., la capacità di leggere le situazioni.... su quest'ultima cosa, spesso sento dire, "...vedi gli quelli come sono pronti, arrivano sempre prima, hanno più personalità...." ma forse sono semplicemente più allenati a capire quali sono gli sviluppi di una situazione e si comportano di conseguenza.
Se alleniamo bene le situazioni e se conosciamo i nostri ragazzi non dobbiamo proccuparci più di tanto della partita, sarà la naturale conseguaenza del nostro lavoro e delle capacità (che dovremmo conoscere) del ragazzo, la "sfortuna" e gli "errori arbitrali" incideranno pochissimo alla fine del campionato e non inficeranno il nostro lavoro.
Come molto intelligentemente ha detto il mio amico Roberto in una recente chiacchiarata in cui raccontava un particolare episodio di una partita:".... ad un certo punto c'è stata un palla lunga ed alta a tagliare il campo, il laterale basso sembrava posizionato bene per intervenire di di testa a liberare, salta e liscia il pallone favorendo l'attacco della squadra avversaria, dalla panchina si alzano brusii ed imprecazioni sul com'è possibile sbagliare su una palla facile così...", ragionandoci sù, mi diceva di come siamo disposti ad evidenziare l'errore del giocatore ma effettivamente.... non si allenavano sulle palle alte dalla preparazione precampionato quindi il ragazzo avrebbe potuto dire "Mister io ho sbagliato, ma anche te non mi hai messo in condizione di fare bene il mio lavoro, sono 5 mesi che non ci alleniamo sulle palle alte....".
....meditate gente meditate......

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